Scrisse Francesco Burdin che "le probabilità di incontrare certa gente in libreria non sono maggiori di quelle di incontrare un neonato dal dentista".
Tutto questo fino a quando anche certa genta non si ritrova con un amico, un parente o un familiare stretto con il vizio di leggere, che festeggia una ricorrenza.
Di fronte all'avergli precedentemente regalato di tutto: dalla cravatta oscenamente variopinta all'asfissiante profumo riciclabile a sua insaputa, dall'ultimo ritrovato tecnologico immancabilmente obsoleto a sole due settimane dall'acquisto all'oggetto di design bello e inutile, di fronte a tutto questo e ad altro ancora, il non lettore decide di arrendersi agli stravaganti gusti del festeggiato e di regalargli un libro.
A questo punto è d'obbligo distinguere, giacché ho avuto modo di osservare, e soprattutto sperimentare, che uomini e donne, di fronte a un'evenienza simile, si comportano in maniera completamente diversa.
Il non lettore entra in libreria e senza tante cerimonie sciorina la necessità dell'infausto acquisto e alla domanda: - Ha in mente qualche autore in particolare? (ma che domande!), la risposta è :- "Faccia lei!".
In questo caso opto per la novità, anche perché indagare sui gusti del destinatario del regalo potrebbe essere attività lunga e tediosa (per me, dico). La postilla "se dovesse averlo lo cambio, non si preoccupi" è l'antidoto alle fisime che potrebbe farsi venire a scontrino avvenuto, perché il non lettore si abbandona nelle mie mani è vero, ma le possibilità di un ripensamento in zona Cesarini sono molte.
La donna che non ama leggere e che vuol regalare un libro è un esemplare dalle caratteristiche ben definite.
Entra in libreria già con fare circospetto, anche se c'è chi ostenta sicurezza, e comincia ad aggirarsi per gli scaffali muovendo il capo da un ripiano all'altro. Scruta le copertine come se dovesse puntarne una e spararci sopra. Dopo pochi secondi è confusa e si confessa: - "Devo regalare un libro..." (dovere è il verbo più usato dai non lettori, identifica il loro stato d'animo, che è quello di chi ritiene che non vi sia piacere alcuno nel leggere e dunque nel regalare un libro).
La non lettrice si comporta con i libri che le propongo così come si comporterebbe in una boutique davanti a un assortimento di scarpe o di vestiti: scruta le copertine, giudicando colori e immagini; soppesa i tomi e controlla quante pagine abbiano, legge ad alta voce il titolo che più le piace e riempie le sue orecchie del suono che fanno le parole mentre le pronuncia, e soprattutto fa domande del tipo: "questo autore è famoso?",
"c'è pure il film?", e amenità di questo tipo.
Le probabilità che non compri nulla ci sono e, anche se so che arriverò disfatta a fine performance, faccio il mio mestiere, devo ammettere con grande spirito di sacrificio, e la conduco per mano fino all'acquisto rassicurando anche lei sulla mia disponibilità a cambiare il libro nel caso lo stesso sia già in possesso del festeggiato. Per fortuna sono più le volte in cui ho successo che quelle in cui la non lettrice batte in ritirata decidendo, una volta uscita dalla libreria, di andare ad avventarsi sulla cravatta o sul profumo di cui sopra!
Se poi il regalo letterario è destinato a un bambino lo scenario che si apre è tutta un'altra storia...
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